Dall’aeroporto Costa Smeralda al Betile, passando per il ponte di Sa Minda a Orosei

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Carlo Mannoni, assessore ai LL.PP nella giunta Soru.

Abbiamo da tempo capito che una delle “ossessioni politiche” del presidente Cappellacci sono le infrastrutture. E’ dal suo insediamento alla presidenza della Regione che ripetutamente ne parla, ma già in campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia al seguito di Berlusconi. I due avevano infatti promesso all’unisono un po’ di tutto a tutti, comprese le strade già mandate in appalto dalla giunta Soru come, per citarne alcune, i due lotti della Sassari-Alghero, la nuova Cagliari-Pula, i lotti della nuova SS 125 per l’arrivo a Cagliari, il nuovo tratto della SS 128 e gli 8 lotti della Sassari-Olbia.

Neppure la ricostruzione del  ponte di  “Sa Minda” sulla SS  125 a Orosei, distrutto dall’alluvione del novembre 2008,  era sfuggita al Cappellacci candidato che aveva promesso di ricostruire quel ponte in tempi record, una volta presidente, con una struttura provvisoria del Genio  militare suggerita dal sottosegretario alla difesa Giuseppe Cossiga nel corso di una visita preelettorale proprio a Sa Minda a Orosei. L’annuncio di Cappellacci era stato accompagnato da pesanti accuse nei miei confronti perché alcuni giorni prima che lo stesso Cappellacci si recasse ad Orosei a formalizzare quella promessa mi ero permesso, appena nominato Commissario governativo per gli eventi alluvionali del 2008, di approvare il progetto dell’opera e dato avvio alle procedure d’appalto dell’ANAS per la realizzazione del ponte, poi ultimato nel mese di luglio del 2008.

Della promessa di Cossiga, come anche delle tante di Berlusconi e Cappellacci, ovviamente niente, se non che il Genio militare si è fatto vivo  con il comune di Orosei solo alcuni giorni fa comunicando, pensate un po’, la disponibilità “a seguito di specifica autorizzazione a procedere ricevuta dai competenti comandi militari” alla “cessione temporanea di un ponte Bailey da montare sul fiume Sa Minda”. La Sardegna è, come è evidente, nel cuore del governo nazionale. Ne sente addirittura il palpito.

Quel governo che Cappellacci non si stanca di richiamare come benefico protettore della Sardegna, concetto ripetuto anche nella conferenza  stampa del 25 gennaio scorso in cui ha presentato con immensa soddisfazione l’ennesimo accordo Stato-Regione per l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda  e  la realizzazione della  viabilità connessa.  “Governo e Regione puntano sulle infrastrutture”, non ha tralasciato di ricordare Cappellacci  in conferenza stampa, ” che rappresentano la condizione per recuperare il gap che ha penalizzato sino a ora la Sardegna e per porre le basi per un nuovo modello di sviluppo”.

In attesa di conoscere  il nuovo modello di sviluppo della giunta Cappellacci fermiamoci un attimo su quell’accordo, presentato ieri dal presidente della Regione come una dirompente e positiva novità nelle infrastrutture in Sardegna, e facciamo su di esso qualche riflessione. La prima è che l’accordo del 25 gennaio scorso è lo stesso accordo sottoscritto con i diversi Ministeri dal presidente Soru nella serata del 7 novembre del 2008 a Fiumicino. Allora gli stanziamenti attivati erano stati pari a 36,4 milioni ed erano stati destinati al prolungamento della pista di volo del Costa Smeralda, allo spostamento di un tratto della SS 125 necessario per consentire i lavori della pista, alla realizzazione della viabilità di accesso all’aeroporto e ad altre opere aeroportuali. La giunta Soru aveva contestualmente attivato con l’ANAS gli accordi per la progettazione e il finanziamento, da parte della stessa ANAS, dei poco più di due chilometri della SS 199 che dallo svincolo della SS 597 conduce ad Olbia. Quell’accordo non ha potuto aver  seguito per responsabilità del governo Berlusconi che il 6 febbraio del 2009 rese nota in via definitiva la revoca dei 522 milioni dei fondi FAS, 10 dei quali destinati a quegli interventi.

La seconda riflessione è che lo stesso accordo già siglato da Soru è stato rifirmato da Cappellacci – e non era dunque già allora una novità – il 27 giugno 2009 in occasione dell’inaugurazione del nuovo terminal “Eccelsa” all’aeroporto di Olbia, nel corso del quale il presidente  aveva entusiasticamente annunciato, come importante traguardo della sua azione di governo, gli investimenti previsti per l’adeguamento e il potenziamento dell’aeroporto di Olbia e per la viabilità di accesso all’aeroporto, compreso  l’allargamento a quattro corsie del tratto della SS 199 sino all’aeroporto. Si era addirittura sbilanciato nell’annunciare che con quell’accordo sarebbe stato appaltato il primo lotto della Sassari-Olbia.

La terza è che quell’accordo del 27 giugno 2009  in questi sette mesi non  solo non è stata data attuazione ma lo stesso viene ora addirittura sostituito con un altro protocollo d’intesa, quello dello scorso 25 gennaio. E’ questa la tanto declamata attenzione per la Sardegna dei due governi politicamente omologhi, quello nazionale e quello regionale, da potersi permettere  una così plateale presa in giro nei confronti dei sardi con un accordo tra Stato e Regione, quello del 27 giugno 2009, che evidentemente non era presentabile? E pensare che Cappellacci quel giorno, parlando quel giorno di quelle opere e delle altre del G8, aveva detto ai giornalisti: “Mi ha telefonato stamani il presidente del Consiglio e mi ha ribadito che tutti gli impegni presi per questo territorio saranno rispettati”.

La quarta è che l’attuale accordo ha un costo di quasi 55 milioni ma di questi solo 40 milioni sono attualmente disponibili, perché gli altri 15, come ha seraficamente annunciato il presidente Cappellacci, saranno reperiti attraverso gli stanziamenti attivati con il collegato alla finanziaria regionale per il 2010 che la giunta sta predisponendo. Non lo trovate un po’ claudicante questo contratto da 55 milioni che di milioni disponibili ne ha solo 40? Ed è serio affermare, come fa l’assessore regionale dei lavori pubblici Mario Angelo Giovanni Carta, che “stiamo procedendo alla realizzazione della nuova Sassari-Olbia”, quando ancora debbono essere reperiti 15 milioni e che  i poco più di due chilometri della SS 199 che dallo svincolo della SS 597 conduce ad Olbia non sono la Sassari-Olbia?

La quinta è che tra i  tra i fondi “statali” inseriti nell’accordo del 25 gennaio appena trascorso figurano  i 20,6 milioni di fondi FAS deliberati nel 2006 dalla giunta Soru per la realizzazione a Cagliari del Betile, il Museo regionale dell’arte nuragica e dell’arte contemporanea del Mediterraneo. Il Museo, lo ricordiamo, che lo stesso governo Berlusconi era sembrato adottare nel 2008 come progetto simbolo per la  celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia, e che la struttura di missione di Guido Bertolaso avrebbe dovuto appaltare, si era detto, con le  procedure accelerate e i fondi aggiuntivi messi a disposizione dallo Stato.

Come è noto il Sindaco della Città di Cagliari Emilio Floris e la sua maggioranza in consiglio comunale non solo non hanno voluto ma addirittura osteggiato il progetto del Betile, così come quello del campus universitario e quello della riqualificazione del quartiere di S.Elia, ed al governo nazionale non è sembrato vero di poter ordinare l’”indietro tutta” per quel progetto che è finito nel calderone dei disimpegni del governo verso la Sardegna.

Oggi lo stesso sindaco grida allo “scippo” contro Cappellacci e invoca quei soldi addirittura per riqualificare S.Elia, dimenticandosi, o facendo finta di dimenticarsene, che per S. Elia ci sono ancora a disposizione i 30 milioni stanziati dalla giunta Soru, fondi che oggi sono quanto mai come un macigno, un j’accuse, che pesa sui colpevoli e ingiustificati  silenzi del sindaco di Cagliari Emilio Floris e del presidente della Regione Ugo Cappellacci verso quel quartiere e la città di Cagliari.

 

27 gennaio 2010


Articoli simili:

Scrivi un commento