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DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, CON COERENZA
E’ una situazione che richiede la mobilitazione dei democratici sardi. Mobilitazione visibile di chi ha a cuore la difesa della democrazia. Per questo motivo RossoMori fa appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali perché sabato, in Cagliari, perché ci troviamo insieme per una forte manifestazione che dica no alla prevaricazione berlusconiana. Per chi avesse ancora qualche dubbio sulla necessità della mobilitazione e della lotta trascriviamo un breve testo di Emilio Lussu, che è stato letto nella nostra Costituente. E’ questo il nostro spirito; è questo l’antifascismo militante che noi vogliamo praticare. Secondo l’insegnamento di Emilio Lussu. Per la libertà! “”"”"Per uno di sinistra, il potere è solo un posto di responsabilità e di lotta. «La sinistra», tu mi dici nella tua lettera, «deve consistere nel creare un governo amico dei lavoratori, capace, onesto, coraggiosamente riformatore.» No, mio caro: questo è essere a destra. Essere a sinistra consiste nel basare la lotta politica e ogni conquista della classe operaia e dei lavoratori nella lotta autonoma, sindacale, sociale e politica; essere sempre presenti nella lotta delle masse; realizzare la democrazia verso il socialismo con continue conquiste e difenderle, con la lotta. Se ciò non avviene, la democrazia non la si conquista e non la si difende: né con la Costituzione, né col presidente della Repubblica, né col Parlamento, né col governo, né con l’esercito, per sé soli. La stessa Costituzione democratica non ci viene da un aeropago di «amici dei lavoratori, capaci, onesti, coraggiosamente riformatori», ma dalla Assemblea di un popolo, i cui delegati, usciti dalla Resistenza e dalla Liberazione, rappresentavano le istanze sociali e politiche più avanzate della rivoluzione antifascista e antinazista. Erano i rappresentanti usciti dal popolo: erano il popolo di quel saliente periodo storico. Voglio dire che la libertà e lo stato democratico non ci sono caduti dall’alto illuminato, ma ci sono venuti dal basso, dall’impeto della lotta popolare e nazionale. La Repubblica, allora, rappresentava una istanza ed una condizione della democrazia, ed io ero per la Repubblica: quindi a sinistra. Quelli che, all’atto della Liberazione e subito dopo reclamavano la rivoluzione integrale socialista non erano a sinistra. Erano massimalisti, cioè politici incapaci di porre gli obbiettivi voluti in rapporto con la realtà della situazione generale, nazionale e internazionale, incapaci di valutare l’avversario in rapporto ai mezzi necessari per affrontarlo. Ché altro non è il massimalismo che dismisura fra azione e pensiero. A sinistra, allora, erano quelli che, stando nella lotta, intendevano legarla alla realtà ed evitare l’avventura del passo superiore alla lunghezza delle gambe, evitare cioè il precipizio. Ma erano a destra quelli che pensavano che ormai non rimaneva altro da fare, tutto essendo già stato fatto. Ed erano a destra quelli che, dopo la Costituente, ormai ottenuta la Costituzione della Repubblica, si rimettevano fiduciosamente ai prossimi Parlamenti e ai loro governi. C’è, insomma, più democrazia costituzionale nella lotta d’una lega di contadini giustamente impostata che non nell’insegnamento pubblico delle norme della Costituzione. La Costituzione è cosa morta, se non è animata dalla lotta. E anche quando siamo stanchi e vicini alla sfiducia, non c’è altro su cui fare affidamento. Rimettersi all’alto è capitolazione sempre. Tu, che sei a destra, chiedi a me, che sono a sinistra, se accetto il metodo democratico e la libertà come mezzo e come fine. Ed io ti rispondo, senza riserve mentali che li accetto. Ma tu li accetti nella forma, io nella forma e nella sostanza. Ho cioè coscienza che non c’è né democrazia né libertà politica se non preceduta e accompagnata dalla liberazione del cittadino dall’oppressione e dal bisogno. Per un socialista, la lotta democratica è la lotta per arrivare a questa liberazione. Anche tu aspiri a questa liberazione, ma paternalisticamente, con «un governo amico dei lavoratori, capace, onesto ecc.», io dal basso. Cioè, non un governo amico dei lavoratori, ma un governo dei lavoratori, che arrivino al governo per la loro forza e la loro capacità. Senza questa forza e questa capacità, i lavoratori non sanno che farsene del governo, perché se vi arrivassero per intrallazzi, vi sarebbero intrappolati e schiacciati e corrotti come è avvenuto a voi socialdemocrarici. E basta davvero! Emilio Lussu Articoli simili: Un commento a DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE, CON COERENZADevo essere loggato per pubblicare un commento. |
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Sabato 13 Marzo il Centro Sinistra Sardo – Rossomori…in piazza del Carmine a Cagliari dalle ore 16 alle ore 19…per far sentire la nostra voce contro BERLUSCONI E I SUOI DECRETI TRUFFA SALVA LISTE……..io ROSSOMORO ci sarò, e tu?