I SILENZI DI CAPPELLACCI

cappellacciE così assistiamo al silenzio del Presidente Cappellacci sulla miniera di Furtei.

Oro e inquinamento. Può diventare un dramma di proporzioni inimmaginabili. Se l’arsenico e gli altri veleni della miniera abbandonata si riversano sul rio Santu Miali è evidente che può arrivare al lago dal quale parte l’acqua che serve il Campidano di Cagliari, e l’acqua potabile del sistema Flumendosa a circa mezzo milione di Sardi.

E l’inquinamento delle falde con le relative drammatiche conseguenze.

E’ stato ripetuto a Furtei quanto successo in tante altri parti del mondo: è arrivata la multinazionale; ha rapinato le risorse locali; ha lasciato lo sfascio del territorio; ha lasciato l’inquinamento più barbaro. Sprezzante delle comunità e della vita stessa degli uomini. Resterà un deserto di veleni.

Tutto questo è successo con la complicità di sardi che avevano potere e che hanno deciso per conto di sardi che, soccombendo, hanno perso battaglie che non hanno trovato la dovuta vasta solidarietà e mobilitazione. Quando i padroni sono andati via, qualcuno ha continuato a gestire la “ditta”. Tra questi Cappellacci Ugo, commercialista in Cagliari.

Che cosa ha fatto l’amministratore Cappellacci Ugo per mettere in sicurezza la miniera e garantire che non si diffondesse un inquinamento così pericoloso?

Non ci risulta abbia fatto niente.

La miniera è abbandonata; l’inquinamento può dilagare.

Ora è presidente della Giunta Regionale.

Che cosa fa Cappellacci? Non abbiamo notizia di nessun intervento e di nessun provvedimento.

Perché Cappellacci non continui a pensare che il problema della Sardegna sono i Sardi, serve che da Furtei parta una forte mobilitazione per salvare il territorio e le popolazioni dei Campidani e di Cagliari.

Serve che il Consiglio regionale affronti la questione: per fare chiarezza; per accelerare le responsabilità; perché Cappellacci, finalmente dica la sua e si assuma le sue responsabilità.

ROSSOMORI



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6 commenti a I SILENZI DI CAPPELLACCI

  • paolo paolo

    Visto che Cappellacci è stato presidente della miniera di Furtei per alcuni anni non viene chiamato direttamente in causa per il ripristino dei luoghi….per responsabilità diretta….

  • Allora chiamiamo in causa l’IDV, alleata dei Rossomori, un certo Palomba (allora presidente della Regione) quì sembra ben felice di sorridere di fronte al primo lingotto di Furtei: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=202257 Il video è di Sardegna digital library.it

  • Palomba nè è responsabile quanto Cappellacci. Peccato che oggi la responsbailità del ripristino ambientale oggi sia di competenza dell’attuale governatore e peccato che allora Paolmba era espressione dei DS e che aveva diversi e differenti alleati.
    Ciò non toglie che il problema deve essere risolto sia in termni ambientali che occupazionali…..e Cappellacci ha anche questa reponsabilità…

  • Perché ovviamente ci si è “accorti” solo adesso del problema eh?…Sotto Soru non se n’è accorto nessuno magari…

  • Josto Josto

    Bomboi hai ragione. Allora aggiungo che è anche respponsabilità di Soru. Vedi io ritengo che le responsabilità debbano esser manifestate e spesso, o meglio sempre, anche assunte. Io da Rossmoro VOGLIO il ripristino ambientale e la tutela dei lavoratori. In due parole…GIUSTIZIA E SERIETA’

  • Anchio vorrei le stesse cose, ma nel 2010 in un contesto “italianizzato” come il nostro, trovo difficile realizzare un progetto politico ed ideologico coerente quando in realtà gli stessi alleati fanno parte dello stesso sistema che si vorrebbe cambiare. Lo stesso vale per il PSD’AZ, con la differenza che non ha più il limite ideologico di un tempo. Un Partito Nazionale Sardo non si porrebbe limiti nelle alleanze, oggi si dovrebbe fare politica solo per programmi, non in base a ideologie superate, perché se si fosse coerenti fino in fondo, allora anche per questa storia di Furtei bisognerebbe prendere le distanze dal centrosinistra. Con l’ideologia nel sistema Italia invece non si guarda il quadro del Giano bifronte ma solo la verità che si vuole vedere. E questo non è di alcuna utilità al Popolo Sardo. Specie se si evita di fare numero nelle amministrazioni (contro il centralismo) con partiti e movimenti affini per obiettivo finale: Autonomia e indipendentismo.
    Con il ritardo culturale e politico che ha la Sardegna nel 2010 trovo assurdo si faccia un partito come i Rossomori e non qualcosa di più coraggioso, ma questo è il limite di essere nati all’ombra di un partito centralista come il PD.
    Prima se ne prenderà atto e meglio sarà per la Sardegna. Spero che i Rossomori possano diventare veramente autonomi da logiche ideologiche incompatibili con i veri problemi dell’isola.

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