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lun 8 febbraio 2010
Quando si dice: le coincidenze. La cronaca , la storia talvolta è determinata da cose banali. Da piccole cose derivano, non sempre ma qualche volta grandi cose. Cosi nell’arco di dieci giorni arrivano due sentenze che riguardano le vicende politiche e umane della Giunta presieduta da Renato Soru. Quelle umane: Soru era stato dipinto come il satrapo sprezzante di tutte le norme perché voleva che a Tuvixeddu non si desse corso a un accordo di programma che prevedeva ( secondo Soru) la rovina di un patrimonio inestimabile della città di Cagliari, della Sardegna. E del Mediterraneo intero, per quel tanto che i Fenici e i Punici ne hanno fatto la storia. E per questo richiamava leggi e decreti, per esempio il Codice Urbani ( dal nome del ministro di Berlusconi). E molti, laureati, diplomati e frequentanti le scuole serali e anche qualche analfabeta e qualche analfabeta di ritorno a gridare che i sacri diritti dell’impresa non si potevano toccare e che Soru tutto faceva per danneggiare l’impresa dell’ing. Cualbu. E a prevedere condanne; a prevedere sfaceli sulla Regione e sugli amministratori; e anche qualche ipotesi e auspicio di limitazione della fruizione del paesaggio per Soru e qualche assessore. Dice il Consiglio di stato: aveva piena ragione Soru a richiamare le norme e a pretenderne l’attuazione e il rispetto. Per salvare la necropoli e il colle. Per fare tesoro di un forte elemento della identità della Sardegna. Per il futuro. Nel presente per esercitare comunque quel tanto di sovranità statutaria che altri non ha voluto esercitare. E arriva un secondo atto giudiziario importante. Un pubblico ministero, invece che proporre la limitazione della fruizione del paesaggio a Soru, Mannoni, Mongiu e altri richiede al giudice per le indagini preliminari il proscioglimento, riservandosi di dire qualcosa in futuro sul sovraintendente Vincenzo Santoni. Quello che per legge e per funzione avrebbe dovuto essere il cane molosso a custodia della necropoli. Sembra che abbaiasse alla luna. E tra le carte del P.M. si trovano anche le trascrizioni di alcune conversazioni telefoniche: primo attore l’on. Paolo Maninchedda, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale. Noto fustigatore di costumi e abile predicatore quaresimalista. L’on. Maninchedda parla con l’ing. Cualbu, che ha frequentato con una certa assiduità almeno fin dai tempi del referendum sulla statutaria. E dice , in parole povere: io ho proposto alla maggioranza e alla commissione bilancio che vengano accantonati i fondi per pagare alla tua impresa i danni che comunque il TAR e i tribunali ti riconosceranno. Ho proposto di inserire i fondi destinati per la celebrazione dell’unità d’Italia. C’è qualche sorrisetto e qualche malumore piccolo ma superabile. Il tutto sarà all’incirca 130 milioni di euro. Ma speriamo che nel frattempo il sostituto Procuratore Generale Marchetti sleghi i cani ( buoni quelli di Fonni…n.r) Per sbranare non per fare prigionieri. Non dovevano abbaiare alla luna!! Perfino Cualbu sembra un po’ interdetto, racconta le registrazioni pubblicata, per la determinazione dell’on Maninchedda. Perché qualcuno avanza perplessità, vorrebbe cose più chiare e cose definitivamente certe. A quel punto scatta il raptus del quaresimalista: io faccio una proposta politica ( 130 milioni di euro a Cualbu) perché è stata l’ideologia a bloccare tutta una serie di iniziative ( di Cualbu). Manichedda ha detto; la legge ha detto; giustizia deve essere fatta. Nessuno può dire niente. Il puro Maninchedda! Il difensore degli interessi pubblici, Maninchedda! Il colto professore, Maninchedda! Il giudice, Maninchedda! Il Presidente di tutto, Maninchedda! Il padrone di tutto, Maninchedda! Il padrone del bilancio , Maninchedda! Troppo sciolto, Maninchedda! Non si sono fatti prigionieri solo perché un P.M., esaminate le carte, e udite le telefonate ha capito di dover chiedere il proscioglimento. Meravigliandosi non poco di alcune questioni poco chiare riguardanti il TAR, per precedenti sentenze. Per le procedure adottate. A chent’annos un’atera! Soru ed altri. Per le vicende umane. Le vicende politiche: il presidente della commissione Bilancio del Consiglio Regionale avanza attraverso i giornali la proposta di risarcimento dei danni, come da lui quantificati, alla impresa Cualbu per il blocco dei lavori sul colle Tuvixeddu. Questa proposta viene illustrata con buona dose di pressione politica et dintorni alle riunioni dei Consiglieri di maggioranza. Omettendo molto degli aspetti giuridici ancora da definire; sostituendosi alla Giunta Regionale; diventando perito pubblico e privato insieme. Nella finanziaria bisogna accantonare in due anni 130 milioni di euro. Può un uomo cosi disinvolto, che con la sua disinvoltura tenta di indurre in errore i suoi colleghi di maggioranza e coartarli ai suoi scopi presiedere ancora la commissione Bilancio? Può il PSD’AZ lasciare briglie cosi lunghe ad un suo consigliere e non rendersi conto che più che l’indipendenza della Sardegna “all’uomo” interessa la propria indipendenza delle cose proprie. IL RE E’ NUDO. VIVA IL POPOLO. ROSSOMORI di SARDEGNA dom 7 febbraio 2010
Proponiamo l’articolo di Carlo Mannoni sul caso Tuvixeddu. Nello stesso tempo invitiamo tutti a leggere il resoconto delle intercettazioni pubblicate dall’ Unione Sarda oggi domenica 7 febbraio. Pare che in Regione sia stato aperto uno sportello ( del tipo SUAP) per le agevolazioni agli imprenditori; ma non per tutti gli imprenditori solo per quelli che hanno contenziosi con la Regione, dove un (il!! sic! ) solito Presidente di Commissione da consigli, sollecita l’Amministrazione al disbrigo delle pratiche, succerisce ad altri Amministratori di Enti diversi come muoversi, ed in certi casi dettando anche le cose da fare al Presidente di Commissione di altri enti locali. Tutto questo agitarsi sia chiaro, sempre per il bene delle comunità. Chiaro!! e che nessuno ci faccia sopra pensieri osceni… Gli imprenditori / (e)! consapevoli di tutto questo stanno raccolgliendo le firme per: BEATO SUBITO!!!!!! e poi SANTO SUBITO!!!!!! *************************************************************************** Si riparte dal PPR e sotto la tutela della Soprintendenza regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna. Sugli atti del procuratore della Repubblica di Cagliari, il dr. Giovanni Caria, sui quali si deve ancora pronunciare il giudice per le indagini preliminari, non intendo soffermarmi se non per ricordare che quel procuratore della repubblica ha richiesto, in 20 pagine fitte di argomentazioni, il proscioglimento della mia persona e di quella del presidente Soru dalla relativa inchiesta penale. Che era stata aperta, e questo ai più è ignoto, su denuncia del principale attore del caso Tuvixeddu, l’ing. Gualtiero Cualbu di Nuova Iniziative Coimpresa, paladino di giustizia. Ne hanno parlato però dettagliatamente sia l’Unione Sarda che la Nuova Sardegna e chiunque può documentarsi rileggendo i virgolettati di quegli articoli, l’ultimo dei quali, quello di Mauro Lissia della Nuova Sardegna dal titolo “Soru tutelava l’interesse pubblico”, lo potete leggere su Sardegna Democratica. La sentenza del Consiglio di Stato n. 00538 del 5 febbraio 2010 Quella sentenza fa intanto giustizia, riconoscendo la piena validità e legittimità al decreto del 12 settembre 2008 dell’allora Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna, l’architetto Fausto Martino, che aveva annullato l’autorizzazione paesaggistica del 25 agosto 2008 concessa dal comune di Cagliari alla Nuova Iniziativa Compresa per la realizzazione di un intervento edilizio “di rilevantissime dimensioni”: 28 unità immobiliari sviluppanti un volume pari a 14.630 metri cubi, nella via Is Maglias a Tuvixeddu. Una porzione, si fa per dire, del più ampio piano di urbanizzazione di Tuvixeddu, pari ad oltre 150.000 metri cubi di edificato residenziale, la cui realizzazione viene oggi negata dal Consiglio di Stato che ha così riformato la sentenza del TAR Sardegna n. 00542 del 2009 che aveva invece dato ragione a Coimpresa e al Comune di Cagliari. Per il Consiglio di Stato, infatti, il provvedimento di autorizzazione paesaggistica del 25 agosto 2008, adottato dal comune di Cagliari su delega della Regione, è da considerarsi illegittimo, come illegittimo lo aveva considerato, annullandolo, il Soprintendente Martino. Tale illegittimità deriva, sempre per il Consiglio di Stato, dalla circostanza che quel provvedimento è stato assunto “senza attendere ad una pur minima valutazione in ordine alla pura asserita compatibilità paesaggistica dell’intervento con le peculiarità del sito,con i vincoli gravanti sull’area,oltre che con le prescrizioni introdotte dal P.P.R. per il corrispondente ambito di paesaggio”. L’autorizzazione paesaggistica della Regione del 27 maggio 1999 era generica. Negato a Nuove Iniziative Coimpresa il diritto a costruire sul colle Per il Consiglio di Stato quell’autorizzazione paesaggistica del 1999, sempre ritenuta da Coimpresa e dal comune di Cagliari “tombale” (per Tuvixeddu questo termine mi pare appropriato), e quindi da chiunque inattaccabile compresa la Regione, è tutt’altro che un atto definitivo da cui possa riconoscersi allo stesso comune e a Coimpresa il diritto perfetto a realizzare i 150 mila metri cubi ed oltre di edilizia residenziale previsti da quel piano. Quel “diritto a costruire comunque”, sempre contestato dalla giunta di Renato Soru, per lo stesso Consiglio di Stato oggi non esiste, come non è mai esistito, perché nell’autorizzazione paesaggistica della Regione del 1999 “non è dato riscontrare un livello di dettaglio tale da giustificare una sostanziale omissione, a valle, di ogni ulteriore impegno istruttorio, valutativo e motivazionale”, mancando in quella autorizzazione “una valutazione di compatibilità paesistica più dettagliatamente attenta alle specifiche modalità costruttive da osservare in sede di realizzazione dei singoli interventi edilizi, oltre che, per esempio, alle altezze, alla organizzazione dei singoli edifici, alle volumetrie”. Per il Consiglio di Stato “a fronte di una valutazione meno dettagliata, se non generica resa a monte”, quella della Regione del 1999, ” si impone un più incisivo apprezzamento di coerenza paesaggistica a valle, volto a verificare, se con le ragioni di tutela sottese all’approvazione del vincolo paesaggistico, siano coerenti quelle modalità realizzative dei singoli interventi edilizi non dettagliatamente prese in considerazione nel giudizio sul piano” di Tuvixeddu espresso dalla Regione nell’autorizzazione del 1999. → gio 4 febbraio 2010
CHIMBE FREARTZIU 2010 Ammentade – bos, Sardos, su triballu Pessade – bi, Sardos, cada die. Meres b’at galu in custa terra. Meres mannos. Meres, chi s’operaju bestia cunsidèran E sas familias nde ghetan in su luttu E a sos fizos sa crèschida li negan. E b’at teracos in Sardinna Teracos mascaos de vrichinìa. Chi faeddan commente mericheddos; canes masedos chi appeddan a sa luna e paret umbra furone in s’impudille. E b’at in Sardinna dinnidade Operaios, pastores e massaios E zoventude. E mamas, fitzas e minores chin dolu e luttu non cherene cantare, e sas accabadoras a foras nde cheren bentulare. E b’at “homines” galu in custa terra Chi mai si cherene incrunare E la gherran paris tottu cantos Pro binchere s’inimicu ‘e su triballu A su sindacau chi lottet cada die! E biva tottu s’isperantzia mantenimos Unios in sa lotta tottu cantos. I ROSSOMORI DELLA SARDEGNA LA MEMORIA NON S’INGANNA LA SARDEGNA NON SI VENDE mer 3 febbraio 2010
Premessa L’elenco delle assenze dei consiglieri regionali, pubblicato sulla stampa sarda nei giorni precedenti, non corrisponde al vero. La “rinuncia al voto” come “azione politica” dei consiglieri dell’opposizione, è stata considerata “assenza” dai lavori del Consiglio. E’ il caso, ad esempio, delle frequenti richieste di verifica del numero legale da parte del Centro Sinistra. Prassi tesa a richiamare alla responsabilità la maggioranza di Centro Destra, deputata a governare, che spessissimo non è neppure in grado di garantire il numero legale a causa della non presenza dei suoi esponenti nei lavori dell’Aula. In questi casi l’opposizione chiede la verifica del numero legale dei presenti in aula, ovviamente non votando la propria presenza. Il “non voto” dei consiglieri di Centro Sinistra viene considerato dalla Presidente Claudia Lombardo non un’ ”azione politica democratica di dissenso” ma una semplice “assenza”. → ven 29 gennaio 2010
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Carlo Mannoni, assessore ai LL.PP nella giunta Soru. Abbiamo da tempo capito che una delle “ossessioni politiche” del presidente Cappellacci sono le infrastrutture. E’ dal suo insediamento alla presidenza della Regione che ripetutamente ne parla, ma già in campagna elettorale per le elezioni regionali in Sardegna ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia al seguito di Berlusconi. I due avevano infatti promesso all’unisono un po’ di tutto a tutti, comprese le strade già mandate in appalto dalla giunta Soru come, per citarne alcune, i due lotti della Sassari-Alghero, la nuova Cagliari-Pula, i lotti della nuova SS 125 per l’arrivo a Cagliari, il nuovo tratto della SS 128 e gli 8 lotti della Sassari-Olbia. Neppure la ricostruzione del ponte di “Sa Minda” sulla SS 125 a Orosei, distrutto dall’alluvione del novembre 2008, era sfuggita al Cappellacci candidato che aveva promesso di ricostruire quel ponte in tempi record, una volta presidente, con una struttura provvisoria del Genio militare suggerita dal sottosegretario alla difesa Giuseppe Cossiga nel corso di una visita preelettorale proprio a Sa Minda a Orosei. L’annuncio di Cappellacci era stato accompagnato da pesanti accuse nei miei confronti perché alcuni giorni prima che lo stesso Cappellacci si recasse ad Orosei a formalizzare quella promessa mi ero permesso, appena nominato Commissario governativo per gli eventi alluvionali del 2008, di approvare il progetto dell’opera e dato avvio alle procedure d’appalto dell’ANAS per la realizzazione del ponte, poi ultimato nel mese di luglio del 2008. → |
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